Lettori fissi

domenica 13 agosto 2017

principesca saggezza


Un pomeriggio d’agosto, camminando verso la spiaggia.
Princi: "Mamma, sai quel supermercato che stanno costruendo?"
"A Gorizia? Sì.."
Piena di entusiasmo e orgogliosa di dare un contributo a ciò di cui sente parlare ultimamente: "Sai cosa potresti fare? potresti fare la cassiera volontaria così avresti un lavoro!"
Ecco: la Princi, al solito, ha capito perfettamente come va il mondo...
E a questo punto non saprei se mettere una faccina che esprima il mio orgoglio per la sua arguta saggezza, il divertimento per quanto ha detto o il disappunto perchè, in effetti, le cose vanno proprio così

giovedì 8 giugno 2017

un altro anno è andato

Oggi si è praticamente chiuso un capitolo.

Il lato A del costume di scena
Non il primo, è chiaro: con un bambino di capitoli se ne chiudono quasi quotidianamente quando devi cambiare taglia di pannolino, quando passi alle pappette, quando inizia a mangiare da solo, a far pipì da solo...e ogni passo verso l’autonomia da un lato lo incoraggi così finalmente esce dalla fase “cozza attaccata allo scoglio” ma dall’altro lato nel tuo cuore spezza un filo, piccolo o grande a seconda del traguardo...
Oggi nell’asilo (ops: scuola materna) della Princi c’è stata la recita di fine anno: per lei l’ultima. A settembre, con sei mesi circa di credito, inizierà la scuola elementare (ops: primaria).
Sono stata orgogliosissima di lei, oggi e in questi tre anni.
Anni in cui è cambiata perché ha fatto il suo ingresso nel mondo e non ero più il suo solo punto di riferimento per l’educazione, il modo di parlare, le cose da imparare: giusto, naturale, e pure a volte spiazzante quando la senti chiederti alle sette di mattina «Mamma, è vero che i bambini nascono dalla patatina?». Non era più (e non lo sarebbe più stata) SOLO MIA.
Il lato B
Tre anni in cui ci sono stati alti e bassi, con il timore (mio) di lasciarla fino al pomeriggio perché così avremmo trascorso poco tempo assieme e il desiderio (suo) di tornare a casa per controllare cosa avessi fatto con la Pulci.
Tre anni in cui ha imparato come vivevano nei castelli, come vivono in paesi lontani, come si coltivano i fagioli.
Tre anni in cui i rapporti con gli altri bambini e i loro genitori non sono stati sempre facilmente leggibili e interpretabili.
Tre anni che sono passati in un soffio, come sempre quando si tratta di bambini: solo che loro (e noi alla loro età) non se ne accorgono e sembra che il momento di diventare grande non arrivi mai. Chissà poi perché lo si aspetta con tanta ansia, quel momento.

Due dei tanti disegni fatti prima della recita
Ma oggi, se fossi in grado di dirtelo e fartelo capire, cara Princi ti ho vista davvero grande. Con la tua vocina che si distingueva nitida in ogni canzone. Con i tuoi occhioni come fari che mi cercavano appena arrivata al tuo posto. Con l’orgoglio e la gioia di ricevere l’attestato di promozione.
Nei cinque anni trascorsi da quando sei allunata, avrei voluto più e più volte fermare il tempo perché mi sembrava tutto fosse perfetto: la tua dolcezza, i tuoi sorrisi, i nostri sguardi, le tue parole buffe, le tue manine nelle mie, il tuo modo di correre... Chissà quante altre volte vorrò fermarlo temendo tuttavia, in questa speranza, di ostacolare la tua indipendenza, la tua serenità, il tuo viaggio, i tuoi sogni.
Perdonami Princi: perdonami se mi sono tanto commossa stamattina e se sto piangendo a dirotto adesso mentre ti scrivo. Ma tu e la Pulci siete le “cose” più MIE che io abbia mai avuto, desiderato e amato. Siete, indubbiamente, le migliori esposizioni che possa mai presentare al mondo.
E vedervi crescere è uno spettacolo meraviglioso di cui sono una spettatrice privilegiata, affaticata ma estremamente felice.

La tua orgogliosissima Mammaconicalzettoni

lunedì 30 gennaio 2017

Meno uno, più cinque

Oggi, cinque anni fa, l’ultimo giorno prima di stringerti.


Oggi, cinque anni fa, l’ultimo giorno di un’altra vita: diversa, e che oggi mi pare essere stata straordinariamente vuota e insignificante. Vuota di sorrisi, sgridate, occhietti profondi, arrabbiature, baci, notti in bianco.


Vuota di te.

lunedì 16 gennaio 2017

Oggi doveva esserci questo... 


un gran casino di incastri e corse da una scuola all’altra per tentare di destreggiarsi fra pof, offerte formative e affini.

Invece c’è stata una botta di febbre. Perché anche le mammeconicalzettoni si ammalano. E quindi sono saltati tutti gli appuntamenti di scuole aperte, programmati e attesi da un mese circa.
Ma sai poi che c’è?
Che forse hanno ragione il papàconinfradito e la mamma-nonna: non si tratta di decidere fra Harvard e Yale, ma di scegliere una scuola materna e una primaria. E hanno sempre ragione loro: ai tempi in cui le scuole si chiamavano asilo ed elementare si sceglieva a scatola chiusa e spesso esclusivamente in base a criteri di praticità come la vicinanza a casa.
Quindi, con un po’ di sensi di colpa e il rammarico che, per aver perso questo appuntamento, verrò depennata dalla top ten per concorrere al titolo di Super mamma, ho deciso di fare coming out:
io, mammaconicalzettoni, dichiaro che iscriverò le mie bimbe a scuola senza aver partecipato a scuole aperte.
Senza aver confrontato piani didattici, ore di inglese settimanali, ore di danza, senza sapere se studieranno musica, salto triplo, yoga, i Promessi Sposi, aramaico. Per una volta sarò davvero una mamma di altri tempi. Quelli in cui le cose erano più semplici.

E ora, a questo proposito, vediamo se riesco a capire qualcosa delle iscrizioni on line.

giovedì 29 dicembre 2016

Natale all inclusive

Quest’anno, per le vacanze di Natale, abbiamo optato per un all inclusive.
Al caldo, cucina semplice ma con una punta di raffinatezza, qualche gita anche serale/notturna e - quel che più conta – sempre tutti insieme. Riposo? Non molto, a dire il vero: eravamo troppo impegnati a districarci fra le alte temperature, le scariche di temporale e i rossori indotti dall’eccessiva acidità.

Curiosi di conoscere la meta?
Si tratta di una meta triplice: il salotto, la camera, il bagno.
Perché l’all inclusive ce lo ha regalato la Pulci la quale, forse  a corto di idee ma certo in riserva di difese immunitarie, dopo una ripresa dall’ultima botta di raffreddamento che l’ha tenuta a riposo per una settimana assieme alla Princi permettendo a entrambe di godersi rispettivamente le ultime due mattine di ludoteca e gli ultimi quattro giorni di scuola, è stata “out of order” dall’antivigilia di Natale a oggi.

Tutto è cominciato così...

Approfittando della splendida e insolitamente calda giornata di sole, decido di portare a pattinare su ghiaccio la Princi, promessa che le avevo già fatto lo scorso anno ma che era rimasta pendente. Ora: lei pensa che io piroetti come Elsa immaginando se stessa scivolare sicura e soprattutto in piedi come Anna. Così, vinte le titubanze legate al fatto che non sono proprio come l’eroina di “Frozen”, ci siamo preparate e siamo salite in auto. Ma si vede che questa pattinata non s’ha da fare: arrivate a metà strada, la Pulci ha avuto un problemino di stomaco nato dalla sua tosse persistente. Quindi: dietrofront. Temevo scene madri della Princi per la mancata pattinata e invece si è subito rassegnata, vuoi perché obiettivamente preoccupata per aver visto la sorella star male (sì: le mie belve sono capaci di momenti di compassione reciproca, cosa di cui sono molto fiera), vuoi perché abbiamo poi visto i cartoni. Tanti cartoni. Montagne di cartoni si sono succedute davanti ai loro occhi in questi giorni di festa: perchè la tv resta la preferita nonostante la valanga di giocattoli ricevuti e che ci ha costretti ad avviare il trasloco per lasciare loro spazio sugli scaffali eliminando i miei libri, effettivamente “oggetti” inutili dato che restano sempre chiusi.

Dalla tosse si è presto passati al febbrone, che in tre giorni si è attestato sui 38° toccando punte di 39.1 nonostante gli antipiretici somministrati. E nonostante l’ottimismo del papàconinfradito che, la mattina del 24, ancora era convinto di portarla fuori per il cenone e la tombola: impegni che io avevo archiviato immediatamente e senza remore date le complicanze che comportano. Una vigilia separati: lui con la Princi da una parte, la mamma-nonna e io a vegliare sul febbrone della Pulci davanti a dei pezzi di pizza scongelata, qualche anello di cipolla fritto, panettone e una bottiglia di prosecco per digerire le scene più truculente de “Il Padrino” di cui avevo solo qualche memoria infantile. Per me è stata una serata splendida, senza forzature, disagi, parole a mezza voce il cui volume è superato da quello dei pensieri non detti. Ho pure aperto la porta a Babbo Natale prima del previsto, convinta che (come ogni anno) la cena si sarebbe dilungata. E invece alle 23.30 sento salire le scale: «La Princi era stanca: mi ha chiesto lei di tornare». Tanto stanca che, non paga dei pacchi già aperti, si è fiondata sotto l’albero assieme alla Pulci, che ha avuto un’ora di gloria nonostante l’influenza.

Non avevamo programmi particolari per il giorno di Natale: avevo pensato di andarcene a Lignano prima di pranzo per vedere il presepe di sabbia e mangiare quel che capitava in un bar o locale di passaggio. Invece abbiamo preparato un piccolo pranzo natalizio prima di inaugurare una nuova tappa dell’ all inclusive, con la gastroenterite che ci ha accompagnati per tutto il pomeriggio di Natale e la mattina di Santo Stefano, sempre a braccetto con una tosse stizzosa.
Il 26 sarebbero dovuti venire zii e cugini a pranzo: invece, esaurita la scorta di slip causa bombardamenti rivelatisi poi particolarmente dolorosi, abbiamo fatto la prima gita. Al pronto soccorso, dove eravamo in buona compagnia e dove abbiamo trascorso l’intera mattinata. Guardando i cartoni nella sala d’aspetto mentre la Princi faceva lo stesso a casa con la mamma-nonna. Ci siamo poi tornati la sera dopo, fortunatamente standoci la metà del tempo e per curare le piaghe causate dalla gastroenterite.
Bilancio di queste giornate?

Quattro notti di sonno frammentato, con la Pulci insieme a me nel lettone e il papàconinfradito nel letto a castello assieme alla Princi. Tante fette di panettone per ristorarmi dalla pesantezza psicologica della situazione. Tanti sensi di colpa verso la Princi per averle dato poco retta rispetto alla Pulci. Tanta preoccupazione per il timore che tornassero le convulsioni la sera della Vigilia, visti certi sussulti della cucciola. Tanta voglia di non avere malattie per casa per almeno un po’ di tempo: perché non abbiamo alcun programma neanche a Capodanno, ma almeno starsene in tranquillità a mangiare lenticchie senza dover correre in bagno sarebbe carino. E tanta gioia e calore provati quando, la sera del 26, sono venuti gli zii: sentire dire dalla Princi che è stata felice che fossero stati con noi racchiude ciò che io intendo per Natale. Con la N davvero maiuscola.

venerdì 9 dicembre 2016

spigolature visive

Sempre poco il tempo, anche se da qualche giorno sto meditando sul fatto che lui, il Tempo, me lo sto facendo divorare dalle belve. E, in fondo in fondo, so che non è giusto mollare il computer al terzo "Mamma, mamma!" per fornirle di spago o nastrini, costringermi a cercare "Il cowboy Piero" su youtube anzichè ammirare i balletti di Bolle o leggere le e-mail con tranquillità. Dubito che le belve, una volta cresciute, condivideranno. O forse sì, se manterranno il loro attuale (e, io spero, solo) infantile egoismo.

Anyway, non dovrei lamentarmi se non riesco a scrivere sul blog dato che da un po’ ho degli spazi miei come l’aerobica circa due volte a settimana e il corso di inglese con la medesima frequenza: dovrei/potrei desiderare di più?

E allora, per non restare indietro eccessivamente, ecco qualche spot degli ultimi giorni/settimane...

 Questa dovrebbe essere la letterina ufficiale a Babbo Natale. Dovrebbe, perché ogni giorno nascono desideri diversi da quelli scritti sul retro. Speriamo che Babbo Natale anziché impazzire, apprezzi il ritratto suo e della renna (giraffa?!) che gli ha fatto la Princi
Nei weekend, a metà mattina, questa è la situazione. E oggi la giornata si è svolta in modo analogo... Solo che sono esplosa più volte, vuoi per la carenza di sonno visto che nonostante il ponte festivo vengo buttata giù dal letto ancor prima del solito, vuoi perché parlare con un muro a volte da maggiori soddisfazioni.


 Sabato scorso abbiamo fatto l’albero. Il plurale è, ovviamente, maiestatis... Mentre lo componevo e la Princi effettivamente qualche decorazione l’ha sistemata, la Pulci giocava con il Presepe. Alla fine, Gesù Bambino era nato nella finestrella della capanna.

E dopo aver risistemato il Presepe, la Princi lo ha immortalato in un disegno che poi ha provveduto a spiegarci: «Qui c’è Maria, Giuseppe, Gesù, il Bue, l’Asinello, l’angelo e la stella». E la Pulci: «E la nonna?»
Famiglie moderne.




E qualche giorno fa, è arrivato San Nicolò. Che, poverino, era stato snobbato fino all’ora in cui, il 5, sono andata a riprendere la Princi all’asilo. «Mamma!! lo sai che stasera arriva San Nicolò?». Come se non glielo avessi detto. Ma la letterina non era stata scritta e quindi, chissà se sarebbe arrivato, se avrebbe portato qualcosa e, dulcis in fundo, quel qualcosa sarebbe stato scelto rigorosamente da lui visto che non avete chiesto nulla. Insomma: soprattutto quando insisteva per non andare a dormire perché avrebbe dovuto aspettarlo, ho sentitamente ringraziato in cuor mio le maestre per aver comunicato l’arrivo di quello che, la mattina seguente è stato definito “piscolo” (vescovo). Però lo spuntino glielo abbiamo preparato (anche qui, il plurale è ovviamente maiestatis). Qualche biscotto, un bicchiere di vino, una fetta di torta che, a onor del vero, abbiamo realizzato tutte e tre assieme. E, alla fine, forse richiamato da tanta abbondanza, è arrivato. Ha apprezzato lo spuntino, ha lasciato una letterina di ringraziamento esortando a essere contattato il prossimo anno e invitando le belve a ricordare quanto si divertono giocando assieme senza litigare. Non sono, naturalmente, mancati i regali...

sabato 19 novembre 2016

da Pirandello a Peppa

La giornata sarebbe dovuta essere molto diversa: il programma era andare in biblioteca per le letture del sabato mattina, cui fra l’altro avrei dovuto prestare la mia voce per la prima volta (e saremmo arrivate in orario solo sfruttando la presenza di un amichetto dell’asilo, visto che nel week end i tempi di abbandono del pigiama sono epici); poi, nel pomeriggio, un passaggio al centro commerciale in cerca di scarpe per Pulci e brillantini per ultimare con tocchi raffinati gli alberelli di Natale che abbiamo iniziato a dipingere una settimana fa.

Invece una sorta di diluvio universale ci ha bloccate in casa.

i giochi della mattina
E la giornata si è trasformata in una mattina di intense storie animate distribuite fra salotto, corridoio e lettone mentre ero alle prese con il mio lato Nonna Papera. E ora, mentre le bimbe guardano lo Zecchino d’oro insieme alla mamma-nonna riportandomi alla memoria le volte in cui, attorno al tavolo della cucina, lo guardavo insieme alle tre donne di casa (già, anche la mia bisnonna), riesco a riprendere in mano il blog.




Per dare spazio a quello che, se fossi più costante, potrebbe diventare un bel nuovo angolo del blog: quello dei libri per bambini
Perché ormai, da cinque anni a questa parte, sono le uniche letture che pratico; e perché gli scaffali di casa hanno visto una progressiva e repentina sostituzione di Pirandello con Peppa Pig e di Italo Svevo con Topo Tip. Ma siccome non basta, spesso trasformiamo la mensola sopra il termosifone del salotto in una succursale della biblioteca comunale.
Queste sono le letture che ci stanno appassionando nelle ultime settimane...
1.     Sono arrivati i nonni pirati: è in realtà la seconda volta che arriva in casa. La Pulci ne va matta, chissà se per i buffi animaletti-pirati che ne animano le pagine o perché ha veramente capito la storia: quella di tre famiglie sui generis che sono esattamente come le famiglie non-pirate
2.    Siamo in un libro!/Ho un giocattolo nuovo!/ Andiamo fuori a giocare?: trilogia divertentissima. Botta e risposta fra due amici insoliti che si vogliono un mondo di bene
3.    Koda fratello orso: non abbiamo ancora visto il cartone e credo potrebbe diventare uno dei loro preferiti, ma anche mio: una storia che è stata una piacevole sorpresa.
4.    Il complotto dei Babbi Natale: avvicinandosi le Feste, direi che un libro del genere le preannuncia nel migliore dei modi. Anche se ho una perplessità: giusto instillare il dubbio sulla sua esistenza? L’emergenza ovviamente rientra. E poi, per fortuna, l’attenzione è sviata dai babbi in costume con paletta e secchiello!
5.    Un cavallo dispettoso: un libretto di niente che però risulta divertente. E fa riflettere su quante volte ascoltiamo (e crediamo) veramente a ciò che ci dicono i nostri cuccioli. Certo che a volte, parlano talmente tanto....
6.    Non dimenticare di lavarti i denti: a dire il vero, è quello che meno mi convince nonostante lo abbia scelto per vedere se potesse incentivare la Pulci a spazzolarsi in modo decente: se è stato così, non è merito del libro!
7.    Che rabbia/ Nel paese dei mostri selvaggi: libri consigliati e che possono servire anche ai genitori: per capire come arginare momenti di crisi senza entrare in crisi loro stessi interrogandosi sull’opportunità e la necessità di certe punizioni.

Settimana prossima ci sarà il turn over dei libri: molte prenotazioni già fatte on line e sicuramente molto altro varcherà la soglia di casa. Soprattutto se andremo in biblioteca tutte e tre insieme.